08 marzo 2010
CI SONO DONNE....
Sai, ci sono troppe donne che ancora muoiono ogni giorno per mano di un uomo.
Che sia un padre, un fidanzato respinto, un marito, uno sconosciuto violentatore, un amico…cosa importa? Muoiono e basta.
Sai, si muore in silenzio, tra grida non ascoltate o occhi rossi non visti, si muore per odio e si muore nell’indifferenza dei più, convinti che tutto “vada bene”.
Si muore per aiuti non dati, si muore per omertà.
Sai,ci sono poi donne che si alzano la mattina prestissimo per andare a lavorare e la loro vita viene spezzata all’alba o mentre tornano a casa la sera, da un uomo senza dignità, un uomo-bestia, preda soltanto dei suoi sporchi istinti sessuali.
Forse non sai, che ci sono donne che abbassano gli occhi, e piangono di nascosto dopo una pacca al culo del datore di lavoro.
Lo stipendio in casa serve. E se parli, o sei matta, o ti sei inventata tutto o perdi il posto di lavoro. Questo è.
Ci sono quelle che in compagnia ridono, ma chiusa la porta di casa piangono tutto il dolore che hanno dentro, quelle non ascoltate, quelle considerate sopramobili e quelle considerate serve e niente altro.Quelle a cui strappano i figli e quelle costrette ad abortire.
Quelle che muoiono di botte e quelle che “coprono” i lividi, senza aver nemmeno più la forza di denunciare il suo aguzzino. E quelle che dopo uno schiaffo, un pugno non hanno la stessa forza per lottare.
Sai, non lontano da noi, ci sono occhi di donne che guardano anche attraverso il burka, ma le loro bocche tacciono.
Ci sono donne che vengono giustiziate, perché “colpevoli” di aver amato .
Ci sono donne non rispettate. Troppe, troppe ancora per poter “festeggiare”.
E mi domando se ancora ha un senso parlarne ancora, quando poi, nulla è cambiato...
E mi chiedo che senso abbia scendere in piazza e sventolare il rametto, quando in piazza dovremmo scendere per denunciare cose che già si sanno ma che molti "dimenticano".
E allora, fino a che nel mondo ci sono donne cosi, che senso ha un rametto di mimosa, un bacio o una cena l’8 marzo?
Rosanna
16:01
Scritto da : ilsoleelacometa
in donne violenza | Link permanente | Commenti (17)
|
Segnala
| Tag: donne, violenza, festa-donne | OKNOtizie |
Facebook
27 febbraio 2010
CHI E' SENZA RAZZISMO SCAGLI LA PRIMA PIETRA...
|
Le leggi del ‘38 furono una vergogna nazionale la cui responsabilità ricade interamente su Mussolini e su quanti, per ignavia o servilismo, nulla fecero per evitarle. Il rispetto per le vittime della discriminazione razziale non può e non deve però impedirci di affrontare l’argomento con il dovuto distacco e la necessaria serenità di giudizio. Per troppi anni la storia è stata viziata da pregiudizi e comodi schematismi che ci hanno portato lontano dalla verità. La stessa storia del popolo ebraico è costellata di stragi e persecuzioni a causa di un pregiudizio - accusa dei cattolici di aver ucciso Gesù - cui se ne sono aggiunti altri nel corso dei secoli (usura, internazionale ebraica per dominare il mondo attraverso il controllo delle economie nazionali, devianza sessuale per la pratica della circoncisione definita un patto con Cristo attraverso il pene, ecc.). Hitler in definitiva non ha inventato nulla, ha semplicemente portato alle estreme conseguenze, in modo raccapricciante e disumano, quell’antiebraismo figlio del pregiudizio, ancor oggi presente. Come hanno riconosciuto autorevoli storici del calibro di George L. Mosse, docente dell’Università ebraica di Gerusalemme, l’autore de “la nazionalizzazione della masse” la più completa opera sul fenomeno dei totalitarismi contemporanei (ed. il Mulino, Bologna 1975), Renzo De Felice, il più profondo conoscitore della storia degli ebrei sotto il fascismo (ed. Einaudi, Torino 1993) e il rabbino Elio Toaff nel suo libro “essere ebreo” (ed. Bompiani, Milano 1996, pag. 134), tra i Paesi europei l’Italia è uno di quelli che meno ha conosciuto il razzismo. A differenza del nazionalsocialismo che trae la sua essenza nella purezza della razza (razzismo biologico, di origine illuminista e darwiniana), il Fascismo non fu ideologicamente razzista. Nella carta di Piazza San Sepolcro del ‘19, vero e proprio manifesto ideologico cui s’ispirò il fascismo nelle sue tre fasi - movimento, regime e sociale - di razzismo non vi è traccia. Mussolini stesso ebbe a dichiarare in più occasioni che in Italia non esisteva una questione ebraica e guardò con sufficienza alle teorie hitleriane (“Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine di oltr’Alpe…” afferma nel ’34 a Bari). Che nel bagaglio ideologico e culturale del fascismo non vi fosse alcuna forma di antisemitismo lo dimostrano la presenza di ben cinque ebrei tra i partecipanti alla fondazione dei fasci di combattimento (embrione del futuro Partito Fascista) del 23 marzo 1919, la partecipazione alla “Marcia su Roma” di molti ebrei e l’iscrizione al Partito fascista fino al 1933 - data dell’ultimo censimento del dipartimento della demografia e razza - di oltre diecimila ebrei (cfr R. De Felice – storia degli ebrei italiani sotto il fascismo), senza contare la presenza ebraica in tutti i settori dell’economia e della vita pubblica e politica italiana fino ai primi mesi del 1939. Diversi ebrei occuparono posti di grande rilievo nelle strutture del Regime, basti pensare, solo per citarne alcuni, all’ebrea Margherita Sarfatti che fino al 1936 diresse la rivista ufficiale del Fascismo “Gerarchia”, a Ettore Ovazza direttore del giornale “La nostra Bandiera” punto di riferimento dell’ebraismo fascista; Guido Jung, ebreo, fu a capo del Ministero delle Finanze dal 1932 al 1935 e Maurizio Rava, anch’egli ebreo, fu vicegovernatore della Libia e Generale della Milizia fascista. Il “Manifesto degli intellettuali fascisti” del ’25, redatto dal filosofo Giovanni Gentile, veniva sottoscritto da ben trentatré esponenti della cultura di religione ebraica. I rapporti tra istituzioni ebraiche - che godettero d’ampia autonomia - e regime fascista furono sempre improntati al reciproco rispetto. Diversi furono i colloqui tra Sacerdoti, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, e Mussolini che portarono, ad esempio nel campo dell’insegnamento, all’istituzione di sezioni elementari ebraiche nelle scuole comunali e alla modifica dei manuali di religione ad uso dei bambini ebrei nelle scuole statali. La “Legge Falco” del 1930 sulle comunità israelitiche italiane, voluta da Mussolini per salvaguardare il patrimonio artistico, storico e culturale ebraico, fu giudicata favorevolmente dagli stessi ebrei italiani. Quando, con l’ascesa al potere di Hitler, riprese vigore in tutta Europa l’antiebraismo, l’Italia fascista, a differenza delle democratiche Francia e Inghilterra che si chiusero a riccio, aprì le sue frontiere agli ebrei: furono circa diecimila i profughi provenienti da Germania, Polonia, Ungheria e Romania che trovarono rifugio nel nostro Paese; altri quattromila ebrei poterono emigrare in Palestina attraverso il porto di Trieste grazie alla collaborazione delle autorità italiane. Mussolini, per un certo periodo, abbozzò anche l’idea di costituire in Etiopia, colonia italiana dove viveva, tutelata dal Governo italiano, una folta comunità di falascià (ebrei africani), l’embrione della futura nazione ebraica. Uniche voci dissonanti di un certo rilievo provenivano da Giovanni Preziosi e dalla sua rivista “La vita italiana”, il cui antisemitismo si collocava nella tradizione cattolica (non a caso Preziosi era un ex sacerdote) e da Interlandi che attraverso le pagine del “Tevere” riproponeva i luoghi comuni dell’antiebraismo classico. Argomenti che, in ogni caso, ebbero scarsa presa sull’opinione pubblica italiana e ancor meno considerazione da parte della cultura fascista. Improvvisamente (in verità qualche accenno vi fu nel corso dell’anno precedente) nel 1938, a seguito di una deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo del 6 ottobre, furono emanate le famigerate e mai tanto deprecate leggi razziali la cui essenza spirituale mirava tuttavia ad emarginare gli ebrei senza perseguitarli, contrariamente a quanto avveniva in Germania, in Europa orientale e, in maniera strisciante, in alcune democrazie occidentali. Durante la guerra, nonostante le pressanti richieste da parte tedesca, Mussolini si rifiutò sempre di consegnare gli ebrei italiani ai nazisti e diede disposizioni per attuare nelle zone controllate dall’esercito italiano (Tunisia, Grecia, Balcani e sud della Francia) vere e proprie forme di boicottaggio per sottrarre gli ebrei ai tedeschi (era sufficiente avere un lontanissimo parente italiano, spesso inventato, per ottenere la cittadinanza italiana e sfuggire in questo modo alla deportazione). Fino a quando Mussolini ebbe il pieno controllo dell’Italia, questo fino al 25 luglio del ’43, nessun ebreo fu deportato in Germania. Solo successivamente con la Repubblica Sociale Italiana essendo, di fatto, l’Italia centro settentrionale un protettorato tedesco, i nazisti poterono imporre facilmente la loro volontà fatta di rastrellamenti e deportazioni di massa. Ma a differenza di altri paesi occupati, come ad esempio la Francia di Vichy, dove i tedeschi poterono attuare il loro programma di persecuzione degli ebrei con il pieno appoggio delle autorità locali (che superarono per zelo gli stessi nazisti), in Italia i tedeschi dovettero provvedere in prima persona per la ferma opposizione del governo fascista che negò sempre la sua collaborazione. La partecipazione dei fascisti ai rastrellamenti degli ebrei fu, infatti, sporadica e opera di formazioni irregolari che sfuggivano ad ogni controllo. E’ vero che molti italiani, fascisti e non, fecero opera di delazione e contribuirono attivamente per consegnare gli ebrei agli aguzzini tedeschi, spesso per motivi personali; ma è altrettanto vero che moltissimi altri italiani, fascisti e non, si adoperarono per salvarli, rischiando per questo la loro vita (il caso Perlasca, ufficiale fascista che salvò in Ungheria migliaia di ebrei, è uno dei tanti). Purtroppo la proverbiale e provata generosità del nostro popolo è spesso contraddetta da episodi di pura cattiveria e grande meschinità che si sono manifestati anche in epoca recente: sul finire della guerra contro gli ebrei e dopo la guerra in Italia contro fascisti o presunti tali compresi i loro famigliari, come ampiamente documentato nei libri di Pansa, Pisanò ed Ellena (solo per citarne alcuni). Cosa indusse Mussolini ad imboccare la strada dell’antiebraismo che portò alla espulsione degli ebrei dagli incarichi pubblici e a negare loro molti diritti civili, è ancora oggi oggetto di discussione tra gli storici onesti. Scartata la tesi marxista della contiguità ideologica con il nazismo che, come abbiamo visto, è totalmente priva di fondamento (De Felice afferma che le differenze ideologiche tra i due regimi sono ben maggiori delle affinità), quella più accreditata fa riferimento all’alleanza con la Germania e al conseguente influsso nefasto che le teorie di Rosenberg ebbero sul finire degli anni trenta anche in Italia e che andarono a risvegliare il mai sopito antisemitismo di matrice cattolica (accusa di deicidio). Fin qui l’Italia. Proviamo ora ad allargare lo sguardo e a vedere cosa accadeva nel resto del mondo negli stessi anni. La Svezia, ad esempio, nello stesso periodo inviò in Germania una delegazione del suo Parlamento per studiare la legislazione razziale tedesca e, insieme a Norvegia e Danimarca, attuò una politica eugenetica che portò tra il 1934 e il 1976 alla sterilizzazione coatta di oltre 106.000 persone, in prevalenza donne - disadattate, con problemi psichici o zingare - ritenute geneticamente pericolose per la purezza della razza (Gianni Moriani “ il secolo dell’odio” ed. Marsilio Padova, 1999). In Sud Africa gli Afrikaner, i bianchi di origine europea, istituivano la segregazione razziale, rimasta in vigore fino al 1994. L’America, quella ipocritamente rappresentata dalla statua della libertà, dopo aver sterminato milioni di pellirosse, ritenuti esseri inferiori, e ridotto in schiavitù altrettanti neri prelevati a forza dalla loro terra e trattati alla stregua di animali domestici su cui esercitare diritto di vita e di morte, manteneva, sempre nei confronti dei neri, un regime di rigida separazione razziale. Si dovettero attendere gli anni sessanta per vedere abrogate queste odiose misure razziste per le quali nessuno mai pagò, neppure davanti al tribunale della storia. Stalin non pago di aver massacrato milioni di contadini russi (Kulaki) contrari alla collettivizzazione forzata e altrettanti oppositori politici eliminò, come ha documentato lo storico russo Arkaly Vaksberg, nel suo libro “Stalin against Jews”, non meno di 5 milioni di ebrei. Eppure tra i giudici di Norimberga figurava anche la Russia di Stalin. Un capitolo a parte riguarda le responsabilità dei vincitori. America, Inghilterra e Russia sapevano, vedevano e lasciavano fare. La Germania era ridotta ad un ammasso di rovine ad opera dei bombardamenti alleati, ma le linee ferroviarie (i famosi binari 21) da dove partivano i vagoni carichi di ebrei per i campi di concentramento rimanevano inspiegabilmente intatti e neppure un solo campo di prigionia fu sfiorato dalle bombe che giorno e notte martellavano ogni angolo della Germania. In precedenza i tentavi di espatrio degli ebrei dalla Germania nazionalsocialista furono sempre violentemente contrastati dalle Nazioni democratiche. Come ci ricorda lo storico Filippo Giannini in un suo recente articolo, Roosevelt fece intervenire la "U.S. Navy" per impedire con la forza l'approdo sulle coste statunitensi di un piroscafo carico di ebrei fuggiti da Amburgo, Churchill minacciò di silurare a Salina, nel Mar Nero, un’altro carico di ebrei in navigazione verso la Palestina. Nella Terra Promessa gli inglesi fucilavo e impiccavano gli ebrei riottosi per scoraggiare ulteriori sbarchi (e gli ebrei rispondevano con atti di terrorismo come la distruzione l'albergo Re David a Gerusalemme). Dopo il processo di Norimberga, dove furono giudicati i crimini nazisti e dove non avrebbero sfigurato sul banco degli imputati coloro che nulla fecero per evitare la Shoa, i vincitori decretarono la nascita di Israele, scaricando di fatto sui palestinesi - che furono costretti ad abbandonare la loro terra e le loro case per fare posto agli ebrei - il peso delle loro responsabilità… e la storia continua. ( di Gianfredo Ruggiero) |
00:08
Scritto da : ilsoleelacometa
| Link permanente | Commenti (25)
|
Segnala
| Tag: razzismo, ebrei, mussolini, italiani, guerra | OKNOtizie |
Facebook
25 febbraio 2010
VABBE' CHE C'E' LA CRISI
20:41
Scritto da : ilsoleelacometa
in amicizia | Link permanente | Commenti (6)
|
Segnala
| Tag: crisi, animali | OKNOtizie |
Facebook
16 gennaio 2010
LIBERTA'
00:11
Scritto da : ilsoleelacometa
in vita | Link permanente | Commenti (47)
|
Segnala
| Tag: haiti, rosarno, immigrati, poveri, guerre, libertà | OKNOtizie |
Facebook
04 gennaio 2010
I GIORNI PERDUTI
Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernst Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta, e caricava la cassa sul camion.Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all’estrema periferia della città fermandosi sul ciglio di un vallone.Kazirra scese dall’auto ed andò a vedere. Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e , fatti pochi passi, la scaraventò nel vallone, che era ingombro di migliaia e migliaia di altre casse uguali.Si avvicinò all’uomo e gli chiese: “Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c’era dentro? E cosa sono tutte queste casse?”Quello lo guardò e sorrise: “Ne ho ancora sul camion da buttare. Sono i giorni.”
“Che giorni?”
“I tuoi giorni.”
“I miei giorni?”
“I tuoi giorni perduti. I giorni che hai perso. Li aspettavi, vero? Sono venuti. Che ne hai fatto? Guardali, intatti, ancora gonfi. E adesso?”
Kazirra guardò. Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno. C’era dentro una strada d’autunno , e in fondo Graziella, la sua fidanzata, che se ne andava per sempre. E lui neppure la chiamava. Ne aprì un secondo. C’era una camera d’ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari. Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia misera casa stava Duk, il fedele mastino, che lo attendeva da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare. Si sentì prendere da una certa cosa quì alla bocca dello stomaco. Lo scaricatore stava dritto sul ciglio del vallone, immobile come un giustiziere. “Signore!” gridò Kazirra, mi ascolti. Lasci che mi porti via almeno questi tre giorni. La supplico. Almeno questi tre. Io sono ricco. Le darò tutto quello che vuole. Lo scaricatore fece un gesto con la destra, come per indicare un punto irraggiungibile, come per dire che era troppo tardi e che nessun rimedio era più possibile. Poi svanì nell’aria, e all’istante scomparve anche il gigantesco cumulo di casse misteriose.
E l’ombra della notte scendeva.
(Dino Buzzati)
15:42
Scritto da : ilsoleelacometa
in vita | Link permanente | Commenti (17)
|
Segnala
| Tag: vita, racconti, vivere | OKNOtizie |
Facebook
23 dicembre 2009
BUON NATALE
12:47
Scritto da : ilsoleelacometa
| Link permanente | Commenti (36)
|
Segnala
| Tag: natale, auguri | OKNOtizie |
Facebook
09 dicembre 2009
CARA MADDY...
Babbo Natale, non bussava mai alla porta di una bimba tanto povera. Babbo Natale, dimenticava sempre lei e i suoi fratellini. Eppure, nelle altre case, passava sempre e lei vedeva gli altri bimbi ridere felici con il loro nuovo giocattolo in mano.
La bimba, si sentiva molto diversa e triste.
Escogitò quindi una cosa, il giorno prima di Natale, entrò nella bottega del giocattolaio e con i pochi risparmi che aveva, si comprò quello che desiderava, lo nascose poi sotto il letto, e la mattina dopo, lo mise in bella vista, facendo credere ai suoi genitori meravigliati, che Babbo Natale aveva portato un dono anche per lei…
Questa eri tu Maddy cara, di quando mi raccontavi della tua infanzia, ricordi quando mi raccontasti questo, quanti pianti mi feci?
Ti ho conosciuta, ancora prima che aprissi questo tuo blog e l’altro…
Da subito abbiamo preso a spedirci mail e telefonarci, quando ancora nulla faceva presagire la tua fine. Ci confidavamo, parlavamo per ore..
Nel tuo ultimo commento mi ringrazi, ma di cosa poi….e mi dici, che mi avresti chiamata tu appena ti sentivi meglio.
Non l’hai più fatto, ma poco importava, telefonavo io e parlavo con tua sorella o con tuo marito.
Stavi male, dormivi…
Ed ora non ci sei più, non mi consola certo il fatto, che l’ultima volta che ci siamo sentite, mi avevi detto che non ce la facevi più e che “volevi andare”, non mi consola il fatto che eri stanca….so che ti ho persa. Un’amica è andata via. So che sto piangendo e che sicuramente tu non vorresti questo.
Voglio pensare, che hai smesso di soffrire, voglio immaginarti leggera vicino alla Luce, voglio ricordarti con un’immagine….
”Rosanna, quando non ci sarò più, devi mettere l’immagine di un delfino….” “ Finiscila Maddy, ci sarai sempre, non fare questi discorsi…””Ros, non piangere, io sono serena quando dico queste cose…”
Ecco il delfino Maddy, ecco l’ultima immagine che avrei voluto mettere in questo blog.
Ora, oggi, ti hanno appena sepolta…proteggi tutti noi che ti abbiamo amata. Ne abbiamo bisogno sai?
Un abbraccio forte.
Ros
12:29
Scritto da : ilsoleelacometa
| Link permanente | Commenti (36)
|
Segnala
| Tag: amicizia, morte, dolore | OKNOtizie |
Facebook
22 novembre 2009
VOGLIO SPOSARE ANGELO IZZO
Trovo il tempo finalmente per scrivere di una cosa, che in questi giorni mi ha profondamente indignata come donna e non nascondo che oggi mi ha fatto sentire male.
Si, perché c’è una donna, la giornalista Donatella Papi, che in questi giorni, va dicendo che “vuole sposare Angelo Izzo, il mostro del Circeo, reo confesso di 3 omicidi, condannato a due ergastoli, e una vita passata tra stupri, rapine, violenze e omicidi, lo stesso che ebbe il coraggio di definire le 36 ore di torture morali, fisiche e sessuali che compi assieme ad altri suoi due balordi amici, “l’orgetta del Circeo”.
Angelo Izzo, un uomo che faccio fatica anche a guardare in tv, non soltanto per il suo passato, ma per il suo sorriso inquietante e beffardo verso tutti, un uomo che non è mai riuscito nel corso di questi trenta a passi anni a provare un briciolo di pietà per le sue vittime e a chiedere perdono.
Ed ora….c’è una donna che lo difende?
Premesso che ognuno può innamorarsi di chi vuole, anche di un assassino o di un pluriomicida se lo fa con la discrezione dovuta e il rispetto per le vittime, mi chiedo come faccia questa Donatella Papi ad affermare la sua innocenza in ogni trasmissione, e a dire che vuol far “riaprire il caso “ sostenendo la sua innocenza.
Angelo Izzo ha confessato, lo sa la signora o presa dal suo innamoramento lo dimentica?
Io che sono sempre in prima linea, contro la violenza sulle donne, io che ho cominciato a parlare di Donatella Colasanti e di Rosaria Lopez, anche anni fa, appena aperto il blog, provo una rabbia indescrivibile contro questa donna e le sue parole.
Parole che offendono la memoria delle vittime e dei loro famigliari.
Mi chiedo infine, come si possa dare la parola e la visibilità ad una donna cosi.
Ma vogliamo scherzare? Delle “verità” di Donatella Papi, non abbiamo bisogno, non le vogliamo sentire, perché ci è bastato e avanzato, quello che è riuscito a fare quel mostro di Angelo Izzo,
E sinceramente non saprei nemmeno come rispondere ad una “donna” che dice che “le donne provocano gli uomini”, che forse “con un sorriso” Rosaria Lopez, ma anche la mamma e la figlia anch’esse vittime di questo mostro, si sarebbero salvate.
Ed ora ci fa sapere, di sentirsi preoccupata, perché “teme ritorsioni” contro Angelo Izzo, beh….lasciatemi libera di non mettere per iscritta la mia risposta a questa affermazione, perché sarebbe alquanto violenta.
Le donne, non vanno violentate, non vanno menate, non vanno uccise, e chi lo fa deve rimanere in galera e morire li dentro, perché è pur sempre meglio di un bagagliaio o di morire assassinata a 14 o 17 anni.
Sono vicina alla sorella di Rosaria Lopez e ai famigliari di Donatella Colasanti, è il minimo che posso di fronte a questa nuova ferita aperta da “persone senza scrupoli”.
18:48
Scritto da : ilsoleelacometa
in donne violenza | Link permanente | Commenti (47)
|
Segnala
| Tag: donatella-papi-angelo-izzo, circeo, donne, violenza, omicidio, donatella-colasanti, rosaria-lopez | OKNOtizie |
Facebook
17 novembre 2009
SE VUOI VERAMENTE QUALCOSA...
Se Vuoi veramente qualcosa troverai una STRADA,
se non la vuoi veramente troverai una SCUSA...
Ogni tanto, girando per il web, mi imbatto in questa frase che mi piace molto, ed ogni volta, immancabilmente mi fermo a pensare.
E’ profondamente vera, mi ricorda molti episodi della mia vita, e di tutte le volte che ho ottenuto o non ottenuto qualcosa soltanto per la mia volontà.
Di quando con ostinazione, ho cercato, voluto, desiderato qualcosa, e di come il mio inseguire questo desiderio, abbia fatto in modo di vederlo realizzare.
O quando, invece, credevo di volere, ma dentro me, non c’era la “spinta” necessaria, e mi lasciavo prendere dalla pigrizia o da mille altre scuse.
Discorso valido anche nei rapporti tra persone, nelle amicizie, tra colleghi di lavoro, in amore.
Quando si tiene davvero ad una persona, quando si vuole capire, comprendere, non si mettono silenzi, non si alzano muri di superbia, si accetta la persona per quello che è, parlando e ben sapendo che nessuno è migliore.
00:34
Scritto da : ilsoleelacometa
in riflessioni | Link permanente | Commenti (39)
|
Segnala
| Tag: rosanna, riflessioni, penseri | OKNOtizie |
Facebook
11 novembre 2009
E' ORA DI RIPARTIRE
Mi dici di incamminarmi e dimenticare. Mi dici : mi ascolti?
Immagina di andare ad una festa, metti un profumo nuovo, dei fiori, immagina di ballare.
Ti rispondo che le ferite hanno bisogno di tempo per rimarginarsi. E le mie gambe troppo stanche per ballare.
E’ ora di ripartire.
Ma le grandi strade non portano a nulla, nulla ci svelano…arrivi prima alla meta, ma non hai visto nulla.
Ripartirò per stradine sassose, viottoli…coglierò le more dai rovi e le foglie più belle.
Ripartirò per scoprire il mondo nuovo e i colori, le cose, le case e le persone.
Ero cambiata e non me ne ero accorta. Tu ridi e non capisci. O forse comprendi e cerchi di regalarmi parole nuove. Per giorni nuovi.
Mi dici: scrivi. Non aspettare.
Ed io cosa aspettavo? Aspetta la vita forse?
Perché dopo aver solcato ogni spazio, curiosato in ogni angolo con allegria, ero planata nel silenzio di ore senza senso? Ore di nulla. Ero cambiata, apatica, spenta.
Il sorriso, quello si, più di tutti. Spento.
Dimmi, anche tu vedi il sole più opaco e le notti più luminose?
Anche tu guardi le stelle?
Si, io ricordo tutto, non credere..
Quella sera tra i vicoli, quel locale trovato per caso, piccolo, fumoso, segreto.
Ci mancavano le parole forse…un brindisi, un arrivederci, un addio o un semplice incontro?
Cos’era mai quello stare insieme quella sera?
Nei tuoi occhi vedevo tutta la tristezza che avevo io, la paura di un addio, del nuovo distacco, eppure ridevo, eppure parlavo….e non ti ho chiesto nulla.
E’ ora di ripartire. Dimenticare. Ritrovarmi.
Rosanna
02:32
Scritto da : ilsoleelacometa
in blog life | Link permanente | Commenti (29)
|
Segnala
| Tag: rosanna, vita | OKNOtizie |
Facebook
05 novembre 2009
IL CROCIFISSO
Un dialogo, uno scambio di pareri e riflessioni sui temi del passato e di oggi, fra credenti di qualsiasi religione e non credenti, credo che sia la cosa che si augurano tutti.
Ma che sia un dialogo sereno, improntato al massimo rispetto per entrambe le vedute.
Partendo dal sacrosanto principio della “libertà” da tutti invocata, va anche detto, che la libertà è divisa in due, quella di credere e quella di non credere, mentre il rispetto è uno soltanto e vale per tutti, credenti e non..
Questo per dire, che va benissimo un dialogo con gli atei, ma non va assolutamente bene, un dialogo con chi, ingannando gli altri, si nasconde dietro la parola “ ateo” , quando in realtà è un puro “anticlericale -anticattolico”
E allora non ci sto se permettete, agli atei, quelli veri, va il mio profondo rispetto e la mia stima, che mi permettono di continuare un dialogo costruttivo con loro, agli “atei fasulli”quelli che insultano il Papa con mille epiteti vari, o milioni di cattolici, o quelli che pensano che il Crocifisso sia soltanto due pezzi di legno intrecciato, non osservando che quella Figura al suo interno, ha un profondo valore per un Cristiano, ricambio il disprezzo che poco velatamente ci regalano con il mio.
Atei fasulli, che io avrei volentieri ignorato se non avessi letto in un blog, queste parole di scherno :
“poveracci, sono accerchiati, musulmani, atei, comunisti, io gli consiglio di armarsi e fare le crociate”
“ora che le loro tradizioni infrangono la legge e la costituzione, dovrebbero prendersi anche loro le manganellate quando appendono un crocefisso o no?”
Queste belle e “luminose” parole, arrivano da Dalai, salvo poi, intrecciarsi in lunghi, vecchi discorsi sulla religione nei secoli, sul controllo delle masse contadine e ignoranti, su molti concetti espressi da l'Anticristo di Nietezche, o sull’ormai stantio “ la religione è l’oppio dei poveri” di Karl Marx. Ma che noia, mio Dio.....
Parole che nel 2010 danno nausea, suonano strane, vecchie... perché la stessa Chiesa e lo stesso Stato, stanno ora affrontando temi molto diversi di quelli di un secolo fa: si parla di aborto, di fecondazione assistita, di eutanasia, si parla di divorzio e coppie omosessuali, di parla di trans, abbiamo fatto in pochi anni, passi da gigante e ancora c’è chi è tenacemente attaccato ad un’ideologia che fa acqua da tutte le parti, che non regge l’impatto con questo neonato secolo.
Parole valide forse un secolo fa, ma non oggi sicuramente, dove se mai c’è ancora qualcuno che si fa manipolare il cervello con la Religione, sarebbe una persona manipolabile da qualsiasi altra forma di pseudo religione ( vedi satanismo per esempio) o dal vizio del gioco o dalla droga, o dalla mafia.
Ma chi vive oggi, ha piena facoltà di avere ogni tipo di informazione e decidere se aderirvi o meno, senza i vari lavaggi del cervello.
Ho cercato di rispondere, ma mi sono sentita rispondere ( sempre il dalai…..solo lui) che non riusciva a seguirmi nei miei “deliri da suora” o offese pesanti e gratuite tipo quella che “ fossi malata” dette da un ragazzino che ha 30 anni meno di me, e prima di approfondire il discorso sulle religioni o sullo sfascio delle vetrine ai vari G8 dovrebbe approfondire l’educazione e su quella portare avanti il dialogo. Manco poi, che io gli avessi detto di suoi "deliri da anticlericale".
Offese quelle di Dalai, rivolte a tutti i cattolici, che trovano spazio in ben pochi blog fortunatamente che quelle offese ospitano non notandole forse, chissà...
Fortunatamente, la bilancia, come la libertà, ha due piatti….e dopo le parole sopra riportate, capito in un blog di una ragazza musulmana, che si diceva delusa ( lei, pensate….lei musulmana) della sentenza di Strasburgo sul Crocifisso. Questa ragazza, residente a Milano, raccontava con la massima semplicità, come il suo luogo del cuore fosse ……il Duomo, e come l’entrare li dentro, fosse per lei, benché di fede diversa, un luogo che le regalava la massima serenità, e che non la infastidivano assolutamente i vari simboli e opere d’arte al suo interno, cosciente che il Crocifisso è un simbolo di pace universale. Anzi….si augurava, che quella sua stessa pace, la possano trovare molti cattolici entrando in una Moschea o in una Sinagoga.
Queste sono state per me, uno spiraglio di luce e speranza, queste sono le vere parole di tolleranza e di fraternità.
Quanta differenza eh dalle grette parole riportate più in alto ....
Allora c'è una strada da seguire, diversa dall'insulto o da Strasburgo?
Perchè a questo siamo arrivati, semmai nessuno l'avesse notato, un Cattolico non può più nemmeno difendere la sua Religione o un suo simbolo, che subito viene tacciato "per malato, per delirante" dal solito maleducato di turno. Manco io avessi detto a lui di delirare o di farsi ricoverare. Roba dell'altro mondo.
C'è quindi una strada diversa da quella dell'odio. La strada della tolleranza e del rispetto per ogni singolo simbolo.
Sono quelle le parole e gli esempi da seguire per gettare le basi per un futuro migliore
A quel post, seguivano diversi commenti. Molti dei quali dicevano di aver frequentato scuole pubbliche e che dal primo giorno d’asilo, quel crocifisso era li, presente ai loro occhi, ma mai, li ha turbati, nonostante fossero loro di un’altra religione.
Ecco, penso che ci sia da distinguere questo, quando si parla di rispetto e valori religiosi e non, distinguere bene tra chi è Cattolico, chi è Ebreo, chi è Musulmano, chi è ateo, e chi purtroppo degenera in un anticlericalismo assoluto con tutto l’odio che ne traspare e che si trascina dietro.
Quindi, parola libera a chi è ateo ma attenzione a chi dietro quella parola, nasconde azioni e pensieri diversi.
Perché non dimentichiamo che in Italia, esistono anche scuole ebraiche frequentate da studenti cattolici o di altre religioni. Devono andare a Strasburgo anche loro, o si può convivere serenamente con simboli di pace universale condivisi da tutti?
La laicità è garanzia dei diritti e non arroganza verso simboli religiosi.
16:30
Scritto da : ilsoleelacometa
| Link permanente | Commenti (18)
|
Segnala
| Tag: crocifisso, strasburgo, atei, cattolici, ebrei, satanisti-anticlericali | OKNOtizie |
Facebook
02 novembre 2009
ALDA MERINI

IO NON HO BISOGNO DI DENARO
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti....
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
SUPERBA E' LA NOTTE
La cosa più superba è la notte
quando cadono gli ultimi spaventi
e l’anima si getta all’avventura.
Lui tace nel tuo grembo
come riassorbito dal sangue
che finalmente si colora di Dio
e tu preghi che taccia per sempre
per non sentirlo come rigoglio fisso
fin dentro le pareti
Alda Merini
01:37
Scritto da : ilsoleelacometa
in poesia | Link permanente | Commenti (13)
|
Segnala
| Tag: alda-merini, poesia | OKNOtizie |
Facebook












